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Vela Cup 2016

Ovvero, andare per divertirsi e

 

portare a casa un bel risultato

 

 

Yacht Club Parma alla Vela Cup

 

Il racconto di Giovanni Canali


E’ difficile comprendere il motivo di tanto successo per una manifestazione velica che si propone quale regata / non regata. Credo sia il fascino del luogo, il periodo che tanti ancora ricordano come il weekend da passare a Santa Margherita per il trofeo Pirelli o non so bene cosa, ma resta  di fatto che 209 barche iscritte sono veramente tantissime.

 
Complice anche la dicotomia del velista, e sicuramente l’ormai logorato sistema di circuiti zonali sempre meno interessati e peggio organizzati, al velafestival di quest anno si sono viste sfilare (regatare non è il termine corretto) imbarcazioni fin troppo prestigiose con equipaggi fin troppo goliardici. Una miscellanea che sicuramente ha soddisfatto tutti i gusti.

 
Ormeggiata a fianco del maxi “supernikka”, con un armatore che praticamente sta vincendo tutto, eccitato come un bambino per aver vinto il velafestival (mi chiedo come potesse essere possibile il contrario); il glorioso “moro di venezia”, il cui indiscutibile fascino ed eleganza nulla hanno a che vedere con la vela dei charter organizzati del XXI secolo. Poco distanti un simpatico oceanis 43 con imbarcata una combriccola di pazze che festeggiavano l’addio al nubilato di una loro amica (l’interesse per questa barca è stato pressochè trasversale, anche il tattico di supernikka si sarà distratto ammaliato da risate e saluti profusi ad ogni marinaio imbarcato) e l’immancabile milanese con barchetta a Santa che non ha molto tempo e salta tutte le file di accreditamento pur di “gareggiare non competitivo” imbarcato in equipaggio solo con la moglie, forse più intenta ad abbronzarsi che a gestire il trim di vele e manovre… ma poco importa: è la festa della vela. Famiglie, bambini, cani e gatti… tutti a bordo, tutti al velafestival. Tutti a giocare al timone sfidando l’immancabile Pelaschier, presenza costante ad ogni evento che si rispetti.

 
Imbarazzante vedere un piccolo laser chiedere acqua ad un vismara 80, che ovviamente non gliela concede… credo non l’abbia nemmeno visto.
Assolutamente esaltante vedere, in una giornata di sole e vento (sono anche fortunati questi del velafestival, hanno beccato una giornata di sole e vento a 10 nodi nel golfo del tigullio dove il vento in pratica non c’è mai in questa stagione), 209 barche condividere un medesimo campo di regata e una medesima partenza tutti insieme.

 
La descrizione della “regata”? facile: un bel bordo tecnico da Santa Margherita a Portofino (l’unico dove si poteva giocare di tattica), poi una boa a sud e rientro a santa margherita. Un triangolone facile facile che ha soddisfatto tutti i partecipanti.

 

Yacht Club Parma alla Vela Cup

Com’è andata al nostro equipaggio? Direi bene, siamo arrivati 14 esimi su 209, e 6 di classe; ma più che altro l’oceanis 43 ci ha salutato tantissimo prima della partenza (fortunatamente dopo non ci siamo più rivisiti, altrimenti temo che il nostro risultato ne avrebbe risentito).
Ma il cuore della manifestazione non è la veleggiata, o meglio lo sarebbe, però nel mood della dicotomia del velista non lo è!! E’ l’occasione per comprare divise, scarpe, accessori; vedere barche nuove e usate, ogni sorta di gadgets la cui utilità è residuale… ma non dimentichiamo la dicotomia del velista!! E’ cene a Santa margherita, che resta veramente una cornice stupenda dove trascorrete un weekend di vela e mondanità; brindisi, aperitivi e serate. E’ l’occasione per provare derive, canoe, kayak, gommoni… ogni sorta di giocattolo per adulti e meno si poteva toccare e provare. Un enorme lunapark per velisti di ogni rango.
Forse il momento di mia massima soddisfazione è proprio stata la prova di un catamarano, con un mio fidatissimo compagno di vela più esperto di me, per rendermi conto che la coppa america con i catamarani ha più senso di quanto pensassi prima. Non ne avevo mai provato uno, e sinceramente sono rimasto stupefatto dall’adrenalinica sensazione del multiscafo in navigazione con jennaker che però mi è costato un  bagnetto fuori stagione, ma senza rischi grazie ai fantastici innovativi salvagenti messi a disposizione dall’espositore di turno. Stavo per comprare anche quello ma ho evitato, quando mi sono accorto che ne ho già uno praticamente mai indossato.


Yacht Club Parma alla Vela Cup

 

Insomma, non ha senso parlare di velafestival se non si parla di tutto quanto ci sta intorno, perché non è e non vuole essere una regata. Lo dimostra l’arrivo, con a fianco della barca comitato la goletta dello sponsor con musica e dj ad alto volume e gente che balla e festeggia… non ha senso, ma è molto bello!!
Ma torniamo a cose serie, essendo ormai passato qualche giorno dall’evento: perché tanto successo? Com’è che nell’anno delle regate annullate e dei campionati saltati per mancanza di iscritti o di sponsor, ci sono 209 barche disposte a venire al velafestival? Credo che la gente abbia ancora voglia di regatare e divertirsi, di partecipare al mondo della vela sportiva. Forse non ha voglia della solita offerta che stanchi comitati non sanno più rinnovare? Secondo me non è il mondo delle regate in crisi, è che il settore sportivo della vela si è smarrito nella burocrazia e stancamente gestisce lo spirito ricreativo di quelli che cercano un hobby che non sia solo preoccupazioni o barcate di soldi al vento (quale frase fatta più approrpiata…), ma anche remunerazione degli sforzi profusi, che non necessariamente sono il mero risultato sportivo (nel nostro club per questo abbiamo Stella), ma il trascorrere in modo appagante il proprio tempo libero. E devo ammettere che il velafestival in questo ha centrato l’obiettivo. Scommetto che il prossimo anno, ci sarà anche qualche iscritto in più.

 

 

Yacht Club Parma alla Vela Cup

(Il Presidente Mori al timone del Grand Soleil 46LC e Roberto Perlini alla randa)

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Sono partite le preiscrizioni al corso per il conseguimento della patente nautica.

Per informazioni e iscrizioni la segreteria è a vostra disposizione!

raccontata da Giovanni Canali