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Leggi il racconto di Roberto Iorio

 

 

Yacht Club Parma quarto alla Palermo Montecarlo

 

Montecarlo 26 agosto 2015


Ottimo quarto posto per X-Blues


del nostro Roberto Iorio

 

Undicesima edizione della regata organizzata dal Circolo della Vela Sicilia

con la collaborazione dello Yacht Club de Monaco

 

Yacht Club Parma quarto alla Palermo Montecarlo

(X-Blues in azione)

 

Mezz’ora in tempo compensato.


Mezz’ora separa la splendida performance di Roberto Iorio dal meritato podio: quarto classificato con la sua X-Blues in Classe IRC (quinto in ORC) avendo impiegato ben 11 ore in meno del terzo classifico.

 

Queste le strane alchimie che governano l’esito di una regata il cui percorso l’equipaggio di Roberto Iorio l’ha coperto in oltre tre giorni di navigazione e circa 450 miglia sulle spalle.

 

Sul traguardo di Montecarlo barbe lunghe e cuori alti per un team che ha largamente meritato il piazzamento. Gran prestigio per lo Yacht Club Parma che per la prima volta mette il proprio nome nella classifica di questa fantastica regata alla quale hanno partecipato le migliori teste coronate della vela; da Esimit Europa 2 (nuovo record della corsa) a B2 con l’immancabile Francesco De Angelis. Barche che Roberto Iorio si è preso la soddisfazione di mettere sotto nella classifica finale IRC.  

 

 

 

L'entusiasmante racconto di Roberto Iorio

 


"X-Blues alla Palermo-Montecarlo 2015

Regata Palermo-Montecarlo: una splendida avventura che finalmente, dopo anni di tentazioni, abbiamo affrontato e vissuto e, ora possiamo affermarlo, portata a termine nel migliore dei modi. Un’avventura iniziata con un trasferimento-crociera sul percorso Genova-La Spezia-Elba-Napoli-Palermo, nel quale il ridotto equipaggio formato da Laura, Fabio e il sottoscritto Roberto, ha affrontato non poche difficoltà tra trombe d’aria, drizze incattivate in testa d’albero, problemi di raffreddamento al motore e, per finire, un incontro fin troppo ravvicinato con una balena che ci ha costretto ad una violenta orzata!
L’accoglienza a Palermo, come sempre, supera il livello di aspettative in quanto a ospitalità e gentilezza innata. L’organizzazione del Circolo della Vela Sicilia è ben collaudata e ci consente, particolare di estremo rilievo, di sbarcare tutto il materiale in eccesso, catena dell’ancora compresa; avremmo ritrovato i nostri due “pallets” spediti via tir a Montecarlo. Splendido lo scenario di Mondello, dove, presso la sede del circolo, si svolge il primo momento di convivialità. Sinceramente affettuoso l’abbraccio poco prima della partenza di Tonino, il nostromo del marina di Villa Igiea, che tanta mano mi ha dato per superare i problemi al motore. 12 anni prima, con l’oceanica Lady Blues, mi aveva risolto un bel problema all’invertitore. Se ne ricordava.

Yacht Club Parma quarto alla Palermo Montecarlo

(B2 e Esimit)


Circa 40 gli equipaggi attesi, con grandi nomi della vela quali, tra gli altri, l’olimpionico Jochen Schümann (6 olimpiadi, 4 medaglie, Coppa America nel team Alinghi) skipper del maxi Esimit Europa 2, Francesco De Angelis sul TP52 B2, Pietro D’Alì, Franco “Ciccio” Manzoli, Paolo Montefusco, Stefano Rizzi, Flavio Grassi solo per ricordarne alcuni. Non mancano altre barche-mostro come SFS, un Volvo Ocean Race di 70 piedi, e una barca storica di oltre 18 metri UUNET utilizzata ai tempi dal grande navigatore francese Philippe Poupon.

 
L’equipaggio di X-Blues è formato da dieci amici con cui ho condiviso molti “bastoni” e qualche “lunga”, ma mai un percorso di 437 miglia. Eccezione fanno Alessandra e Dario, compagni di quattro delle mie cinque traversate atlantiche e di tante regate di grande altura tra le quali Middle Sea Race, Roma per Tutti e Route du Jasmin, oltre che di mille crociere anche in prossimità di Capo Horn. Il mio compito, oltre a quello di timoniere-skipper, è di fornire la rotta migliore meteorologicamente parlando, in altre parole di fare il navigatore. Con in “numeri” e con le rotte me la cavo e con il meteo pure, ma di certo ad oggi non sono più che un navigatore improvvisato. Di buono c’e’ che ho ben presente i concetti fondamentali della meteorologia e le decine di migliaia di miglia percorse a vela in tanti mari del mondo mi hanno consentito numerosissime osservazioni e un certo “fiuto” ambientale. Per cui, all’alba del 21 agosto, giorno della partenza, tiro giù da internet un paio di meteo, non particolarmente definiti nel dettaglio. Ma su un percorso così lungo preferisco acquisire delle informazioni generali di tipo sinottico per farne poi una sintesi ragionata. Quel che appare subito è che ci attende una prima giornata tutta di bolina e che il secondo giorno dovremo mantenere la giusta lucidità per affrontare “venti deboli di direzione variabile”... Altro dato, rivelatosi poi essenziale, è che due grandi bolle si propagano una a nord di Ustica e l‘altra, per decine di miglia, a sud-est della Sardegna. Credo quindi che non sia certo il caso di andare a cercare le termiche in prossimità della costa sarda come vorrebbero alcune voci. Tutti i meteo raccolti danno un flusso d’aria non particolarmente intenso che dai quadranti settentrionali si dirige verso il canale di Sicilia. E’ quello che dobbiamo cercare di agganciare, pesando bene i tempi di alternanza tra mure a dritta e mure a sinistra.

 

Yacht Club Parma quarto alla Palermo Montecarlo

 
Ottima la partenza e ottima bolina successiva, che ci porta alla boa al vento in posizione invidiabile; dopo la boa al vento ci aspetta un cancello di poppa e poi liberi di fare ciascuno le proprie scelte. La buona posizione – giriamo la boa tra i primi sei o sette – viene subito inficiata da una pessima alzata di spi S1 per la quale quest’ultimo, a causa del braccio non tesato, va a ridosso della randa, si incattiva in una stecca e si apre per tre metri in balumina! Per fortuna si tratta solo della fettuccia. Musi lunghi, cambio di spi e si procede. Per la cronaca, in navigazione il factotum Diego, prodiere, esegue un’ottima riparazione di fortuna. Grande Diego!
Il vento oscilla tra gli 8 e i 12 nodi, con salti anche di 20 e più gradi; questa dei salti è comunque una costante a cui presto ci abituiamo e che ci accompagnerà per gran parte del percorso. Notiamo che la maggior parte della flotta prende una rotta molto più ad est della nostra e che porterà le barche presumibilmente a lasciare a sinistra l’isola di Ustica. Ma non vanno a infilarsi nella bolla? Che abbiano informazioni meteo diverse da quelle che ho io?... Il dubbio di fare la scelta più idonea si insinua. In lontananza, tuttavia, noto che Esimit, ridottosi in breve tempo ad un puntino all’orizzonte, compie la nostra medesima scelta. Le due virate che ordino sono il frutto di tentennamenti che di certo un navigatore professionista non avrebbe avuto. Sulla prima, che ci portava a navigare in corrispondenza del canale di Sicilia, avevo pochi dubbi. Sulla seconda, che tendeva a mantenerci in quel flusso, dunque su una rotta particolarmente discosta dalla Sardegna, nutrivo qualche perplessità in più.
Le previsioni meteo sono corrette e al termine delle prime 24 ore abbiamo percorso circa 114 miglia (il log ne conta qualcosa in più); la cosa ci conforta perchè la media che dobbiamo tenere è di poco meno di 5 nodi per essere nel tempo limite stabilito delle ore 12.00 del 26 agosto. Temo il secondo giorno, con le piatte previste. Ed effettivamente il 22 agosto il calo di vento è estremamente consistente fin dalle prime ore del mattino, i salti permangono e si accentuano e il cartografico ci mostra un mure a sinistra con prua verso Napoli e un mure a dritta con prua verso Sidi Bou Said... I 5 nodi di media, per molte ore, restano un obiettivo irraggiungibile. Insisto per prolungare le mure a dritta. Ma i 4 nodi che investono le vele di X-Blues e l’efficacia del nuovo wind seeker fanno in modo tale che non si perda mai il controllo della barca. Verremo poi a sapere che chi si è infilato nella bolla di Ustica è rimasto intrapppolato per più di 12 ore. Noi, quanto meno, in 24 ore abbiamo bruciato altre 55 miglia sulla rotta giusta.

 

Terzo giorno di regata: la cosa più eclatante, e d’altra parte attesa, è che si fa largo un impetuoso vento da sud-sud-ovest, con intensità crescente che raggiunge punte di quasi 30 nodi quando ci dirigiamo verso la costa sarda. Lo spi S2, l’onda al giardinetto e la destrezza al timone di Max, ci fanno convergere verso il cancello posto in prossimità delle secche di Porto Cervo a velocità elevata, fin oltre 15 nodi. Personalmente ho il timore che lo spi non sia adatto a sopportare carichi così elevati per troppo tempo e che, mancando ancora circa 180 miglia all’arrivo, sia saggio ammainarlo e sostituirlo con il code zero. Sarebbe stato necessario un S4, ma per mantenerci entro i limiti del nostro certificato IRC, è stato volontariamente sbarcato a Palermo.
Il momento è topico per noi che non disponiamo di satellitare. Ora, in presenza di segnale, siamo finalmente in grado di tirare giù da internet altre info meteo. É oro colato. In aggiunta arrivano via cellulare cartine aggiornate di Filippo, il nostro Presidente, e il suo graditissimo incitamento. La situazione meteo è tale per cui a est della Corsica il vento si mantiene intenso e con dominanza dai quadranti meridionali. A nord, tuttavia, si prospetta un’ampia bolla che andrebbe superata prima di poter far rotta nuovamente su Montecarlo. Da notare che tale scelta imporrebbe un’aggiunta di 30 miglia di navigazione. Contrariamente, la situazione nelle Bocche di Bonifacio è più tranquilla e così pure il flusso d’aria a ovest della Corsica. Per trovare il maggiore gradiente, in questo caso, è importante non portarsi troppo sotto costa; la perturbazione di tipo ciclonico che si sta formando nel solito Golfo del Leone è tale da far convergere vento da ovest e poi da sud-ovest più intenso a patto di mantenerci abbastanza discosti dall’isola. Decido, non senza mille dubbi, che la scelta più opportuna per noi sia quella di dirigerci verso le Bocche e di lasciare la Corsica sulla nostra dritta. Su spi, qualche strambata per evitare le note secche e pericoli isolati del passaggio tra le isole dell’arcipelago della Maddalena e presto ci ritroviamo a dirigere la prua verso lo “spigolo” di sud-ovest della Corsica, ma... non troppo! La tentazione di procedere sotto costa è notevole: il vento inizialmente non manca e in qualche modo brucerei qualche miglio in più nella direzione giusta. Tuttavia voglio ancora credere nelle previsioni e insisito per mantenerci a debita distanza. Per la cronaca, le info di parenti e amici ci danno dodicesimi al passaggio del gate. E’ bello sapere che, grazie al tracking installato a bordo dall’organizzazione, i “follower” di X-Blues sono numerosi e tifano per noi! Non siamo soli.
Il vento si mantiene comunque intorno ai 12-18 nodi e, come era facile prevedere, tende a provenire sempre più da sud, seguendo il contorno della Corsica. La velocità non scende mai al di sotto dei 9 nodi e dunque è un gran bel procedere!

 

Ma al giorno segue la notte e... noto che la pressione scende piuttosto rapidamente (utilissimo il grafico barometrico che ho sull’orologio e che scruto di continuo), il livello di umidità aumenta, così come la temperatura e le prime stratificazioni appaiono in cielo: tipici segnali di una bassa in arrivo. Procediamo con rotta diretta sul way point di Montecarlo, sempre sotto spi e con un vento che tende ad intensificare. E con esso la stanchezza che inizia a farsi largo... E’ l’inizio di una notte buia e per niente gradevole quella tra il 23 e il 24 agosto. L’onda è incrociata e spesso tende a provenire al traverso, la visibilità è scarsa, il vento aumenta fino a circa 22 nodi e la costa corsa è sempre più distante. In lontananza appare qualche lampo, non seguito da tuono, il che mi conforta perchè è indice di nubi temporalesche piuttosto lontane. Al timone, in questa situazione in cui nulla sembra reale, si alternano i quattro “timonieri abilitati”, Max, Carlo, l’altro Roberto ed io. La conduzione sotto spi non è per nulla semplice e su tutto aleggia una sensazione di disagio. Per sicurezza manteniamo il fiocco 2 in coperta, pronto per l’issata in caso di groppo improvviso. La mia ansia si riduce quando, mettendomi al timone, mi sembra di poter dominare la belva!... In realtà, a parte questa atmosfera da film dell’orrore, tutto procede nel migliore dei modi. Il mio turno di riposo, tuttavia, viene consumato in pozzetto e non in branda. Mi sembra che stiamo macinando miglia molto, ma proprio molto bene!
Giunge l’alba del 24; il film dell’orrore si trasforma in un film del paranormale: noi avanziamo a circa 8 nodi con estrema regolarità, mentre un’altra imbarcazione, appena visibile nella foschia, continua a girare su sé stessa. Sembra un vascello abbandonato. É l’Open 40 Patricia di Miceli che partecipa alla regata in equipaggio di sole due persone. Che si siano addormentati?... Ma presto capiamo. Giunti al suo traverso, il vento crolla e quasi ci fermiamo. Quasi: issata di wind seeker, cielo che fortunatamente tende ad aprirsi dando spazio all’azzurro e nel giro di non più di 10 minuti riprendiamo la cavalcata. Patricia ne avrà per un’altra ora circa.
Si procede mure a dritta con un vento da est-sud-est che soffia a 15-20 nodi; a riva è issato il code zero che ha già dato prova di prestazioni di tutto rilievo. Ma è la sua drizza a cedere, una manovra la cui vetustà avevo trascurato, e al botto tipo fucilata segue la vela distesa sul mare. Cosa fare? Max ha le idee chiare e, dopo aver issato il fiocco medio, vorrebbe tornare al code mediante l’altra drizza spi. Purtroppo ciò comporta che, in uscita dall’albero, alla drizza spi di sinistra si debba far prendere una via diversa e conseguentemente che Diego venga issato mediante l’unica drizza disponibile, l’alto del tangone o amantiglio che dir si voglia. L’onda è praticamente al traverso e dunque medito che l’operazione non sia semplice. Ma Diego, un vera gazzella dell’albero, pronto ad intervenire in qualsiasi situazione, se la sente. Dopo non poche esitazioni do l’ok all’operazione e dopo meno di 5 minuti ritorniamo a surfare sulle onde a velocità che spesso toccano gli 11 nodi. Diego prega che nulla di tutto ciò venga detto a Elena, sua moglie...

 

Dietro di noi c’è solo una distesa blu senza barche ad eccezione di Patricia che finalmente si intravede nuovamente alle nostre spalle a circa 6 o 7 miglia stimate.
La rocca di Montecarlo è finalmente in vista. A dieci miglia e poi a cinque, come da istruzioni di regata, avvisiamo il comitato circa la nostra posizione. Ci attendono all’arrivo. A meno di due miglia decidiamo di ammainare il code zero e di issare il fiocco 2, la rocca potrebbe riservare qualche sorpresa proprio sul finale e in ogni caso siamo al limite dell’angolo di migliore uso di quella vela.


Il traguardo è vicinissimo; le ultime trenta miglia le ho trascorse al timone e come per incanto provo una sensazione di freschezza pscio-fisica. So che è solo l’effetto drogante di una cavalcata di circa 450 miglia che abbiamo percorso al massimo delle nostre possibilità e dunque con la “coscienza” a posto. Sento che, indipendentemente dal risultato, ho vissuto un’altra esperienza di vela e di rapporti umani che andrà ad annoverarsi tra le più entusiasmanti. Felice di aver realizzato un sogno a cui avevo rinunciato per troppo tempo.
Il comitato, ora rappresentato dal prestigioso Yacht Club de Monaco, ci avverte al VHF che abbiamo tagliato e ci fornisce l’orario ufficiale: ore 15, 42 minuti e 49 secondi. Sono trascorse poco più di 75 ore dallo start di Palermo. L’equipaggio applaude, la felicità per un’impresa dai contorni solo positivi è nell’aria. Era quello che volevo.
Risultato in classe IRC: 4° posto in tempo compensato, davanti a Esimit e a tutti gli altri “mostri” e decimi in tempo reale. Ben oltre ogni nostra aspettativa iniziale. Max, assieme a Carlo uno dei più titolati a bordo, mi dice che il merito principale è nella scelta della rotta e dunque che il maggior merito è il mio. Ma so bene che senza la grande competenza tecnica sua e di Carlo e la bravura e la disponibilità dell’intero equipaggio a sostenere con grandissima efficienza, paragonabile a quella di veri professionisti, ogni sorta di difficoltà e sacrificio in qualsiasi ora del giorno e della notte, il mio sogno avrebbe certamente seguito una via di realizzazione differente.

 

Yacht Club Parma quarto alla Palermo Montecarlo

(X-Blues in azione)


L’equipaggio (il primo ruolo è quello principale, il secondo, se presente, è quello avuto in occasione della regata):
Massimo “Max” Marini: 1° tailer, timoniere
Carlo Brenco: randista, timoniere
Roberto Pizzimenti: albero, timoniere
Roberto Iorio: timoniere-skipper, navigatore
Dario Motz: randista, timoniere
Alessandra Ferrara: drizzista, gestione cambusa
Fabio Fossati: 2° tailer, drizzista
Stefano Nonnis: albero, 2° aiuto prodiere
Chiara Mariani: 1° aiuto prodiere, 2° prodiere
Diego Caldognetto: 1° prodiere

Grazie ragazzi! "

 

 


Complimenti a Roberto Iorio ed al suo equipaggio

dallo Yacht Club Parma

 

 

 

 

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